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Winter Nights, Walking

42,00

di Ed Panar

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COD: 9789083345918 Categoria:

Descrizione

Esistono alcuni libri al di sopra di tutto, dei gusti personali, della moda di un’epoca, del riconoscimento unanime del proprio autore; tra questi sicuramente regna incontrastato “Summer nights, walking” di Robert Adams, fotolibro inizialmente pubblicato negli anni Ottanta e recentemente ripubblicato da Steidl, con il quale il maestro statunitense tocca l’apice della bellezza, di un lirismo alimentato da una corrispondenza di amorosi sensi tra il paesaggio, l’occhio del fotografo e la ricezione di un pubblico adorante.

Ed Panar, fotografo che oggi si distingue per bravura e intenzionalità narrativa, nella quale hanno uguale importanza il dove si colloca il fotografo e il come egli decide di raccontare la sua storia, sceglie di confrontarsi con il lavoro di Adams; lo fa con grande dignità e consapevolezza, il suo è un orizzonte dialogico nel quale entrano in causa più tempi e più luoghi: con Adams, infatti, ad essere rappresentati sono gli anni ottanta, nei suburbs di Denver; con Panar, siamo negli anni Duemila e Venti a Pittsburgh. Per giunta a marcare una spessa linea di discrimine è la stagione in cui quest’ultimo scatta, l’inverno, di cui la neve è metonimia, simbolo, poesia cromatica, tattile e olfattiva.

Walking, come dice il titolo: il fotografo cammina per i luoghi della sua città, lo fa con l’occhio vigile di colui che scopre dettagli visivamente curiosi, la pazienza e la calma necessarie per conoscere e ri-conoscere strade, automobili e luci, sia quelle delle strade, sia quelle domestiche; il racconto del fotografo è fuori, ma è all’esterno perchè c’è un interno a cui si guarda, che ci si immagina senza conoscere, nella sua in-visibilità.
Gli alberi nel libro di Panar sono cornice, intesa in termini artistici: sono il bordo dell’immagine, sono limite, ma anche soggetto, centro di una fotografia che riconosce con il dovuto rispetto la loro dimensione sacrale, spesso invece ignorata dal consumismo contemporaneo.
Le scale sono anch’esse metonimia, questa volta di un pensiero in movimento, un girovagare che ha nella notte la sua specificità; se il fotografo flaneur abita e provoca uno straniamento connaturato all’osservare il paesaggio familiare da una prospettiva inedita, la sua decisione di scattare di notte è ulteriormente destabilizzante: le fotografie di Panar sono silenziose – anche quelle diurne – indicano una presenza umana solo indirettamente, ad esempio negli edifici o nelle automobili; non senza rumori però, ma variatamente foniche e vitali.
“Winter nights, walking” è un libro da sfogliare e risfogliare con attenzione, un contributo importante alla fotografia americana contemporanea di paesaggio, i cui punti di riferimento sono espliciti; Panar porta avanti una fotografia d’autore che non dimentica temi rilevanti socialmente, come ad esempio il cambiamento climatico. Consigliatissimo!

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