Niente di antico sotto il sole
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Descrizione
“[…] Mi piacerebbe che si raccontasse che ho cercato di circoscrivere il mio mondo interiore. E, se ci fosse un’altra riga, che ci sono riuscito”. Nel riuscire a esprimere e al contempo delimitare la propria visione personale, Luigi Ghirri, probabilmente il fotografo italiano del secondo Novecento più stimato nel mondo e riconosciuto trasversalmente, indipendentemente dalla singola disciplina di riferimento, ha raccontato l’orizzionte introspettivo e culturale di moltissimi di noi, riuscendo in quello che ci si aspetta da un artista: oltrepassare il solipsismo autoriale per raggiungere un pubblico che parla una lingua simile e sente in maniera analoga.@quodlibet_edizioni ripropone con questa nuova pubblicazione i numerosi saggi e interviste a Ghirri, scritti dal 1973 al 1991, sotto un titolo sovra-linguistico, biografico e sentimentale che già conoscevamo: come in un racconto per cui “il caso non esiste”, Ghirri riprende un’espressione di Borges, “niente di antico sotto il sole”, che ricollega alla frase “niente di nuovo sotto il sole”, ritrovata in più occasioni nella sua vita, dall’oggetto a clessidre della giostra parigina al libro “L’ora del vero sentire” di Handke. Un atlante introspettivo e programmatico, che spazia da informazioni biografiche a considerazioni teoriche intorno alla fotografia e riflessioni sulle opere di colleghi (Eggleston, Adams, Gossage, Vimercati, Castella per citarne alcuni) attraverso la musica di Bob Dylan (“Sulla strada, dylaniati”) e di Lucio Dalla. Il tutto con un’immancabile ironia, atteggiamento indispensabile per Ghirri come “distacco” da quelle cose che, per quanto vadano messe a fuoco, non devono mai assorbirci totalmente.
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